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Il pastore abruzzese ispirato a Nunzio Marcelli con la sua pecorella, ricostruiti con 308 pezzettini LEGO ©
C’è un’Italia che resiste in silenzio, fatta di mani che accarezzano la terra e occhi che leggono il cielo. È l’Italia delle montagne, dei profumi di fieno, del latte appena munto e della dignità contadina che si tramanda da secoli. In questa Italia nascosta e testarda, c’è un uomo che ha saputo trasformare la tradizione in una visione: Nunzio Marcelli.
Un pastore, sì. Ma anche molto di più. È un imprenditore, un sognatore concreto, un intellettuale in stivali di cuoio che ha deciso di non piegarsi alla logica della produzione intensiva. E io, con i miei mattoncini colorati, ho avuto l’onore e il piacere di raccontare la sua storia a modo mio.
Chi è Nunzio Marcelli?
Forse lo conosci per il progetto “Adotta una pecora”, che ha fatto il giro del mondo. O forse per la sua battaglia quotidiana in difesa di un modello di allevamento sostenibile, dove gli animali vengono rispettati e i prodotti mantengono un legame profondo con il territorio.
Nunzio è il fondatore della cooperativa “La Porta dei Parchi”, ad Anversa degli Abruzzi, un piccolo borgo tra il Parco Nazionale d’Abruzzo e quello della Majella. In questo angolo sospeso tra cielo e pascoli, ha creato un modello di economia circolare, in cui nulla è lasciato al caso e ogni gesto ha un valore etico.
La sua azienda produce formaggi, carne, lana, e tanto altro. Ma soprattutto produce consapevolezza. Chi adotta una pecora entra a far parte di un sistema diverso, lontano dalla grande distribuzione, e contribuisce alla sopravvivenza di una cultura antica.
L’incontro
Tutto è iniziato con un’idea: raccontare, attraverso una brick figure, la forza silenziosa di chi vive la terra. Volevo che Nunzio diventasse un personaggio fatto di mattoncini, perché le sue scelte sono costruzioni solide, tassello dopo tassello, giorno dopo giorno.
Quando ci siamo incontrati di persona, Nunzio, con la sua famiglia, mi ha accolto con un sorriso schietto e gli occhi pieni di storie. Non c’era bisogno di tante parole. Bastava ascoltare il rumore dei suoi passi nel cortile della cooperativa, tra le stalle e i profumi del caseificio, per capire che mi trovavo davanti a qualcosa di autentico.
Mi ha mostrato ogni angolo della sua azienda. Mi ha fatto vedere le pecore, mi ha raccontato i suoi formaggi, come se fossero figli. Mi ha parlato dei suoi progetti, delle sue difficoltà, della transumanza. Di quanto sia complicato restare sé stessi, quando tutto intorno ti chiede di omologarti.
E poi mi ha invitato a pranzo.

Il sapore della resistenza
Ci siamo seduti a tavola e lì ho capito tutto. Formaggi freschi, stagionati, erborinati, una vera rosa di sapori che raccontavano storie di montagna, di latte buono e silenzio. Nunzio non ha bisogno di slogan. I suoi prodotti parlano per lui. Non c’è nulla di più rivoluzionario, oggi, di un gusto che rispetta le stagioni.
Abbiamo parlato tanto. Di arte, di futuro, di agricoltura. Di mattoncini. Di scelte.
Mi sono sentito piccolo davanti alla sua grandezza. E felice di poterne raccontare un frammento.

La brick figure di Nunzio Marcelli
Così è nata la mia brick figure ispirata a lui.
Un piccolo personaggio fatto di 336 mattoncini, che lo rappresenta con il bastone da pastore, il cappello che indossa sempre, e quel sorriso sornione che dice tutto senza parlare. È un’opera simbolica, certo, ma anche concreta: un modo nuovo, diverso, per raccontare storie vere attraverso i mattoncini.
Nunzio l’ha accolta con entusiasmo. L’ha guardata, ha sorriso e ha detto: “Sono io!”. Poi l’ha mostrata ad alcuni clienti del ristorante ed infine l’ha posizionata in un teca accanto a dei vini pregiati.

Perché ho scelto di raccontare questa storia
In un mondo fatto di urla e di algoritmi, io scelgo i silenzi. Quelli che sanno parlare più forte. Le storie che non trovi nei feed, ma nei volti segnati dal sole. Le mani che impastano, mungono, intrecciano. I mattoncini che si incastrano non solo per creare un oggetto, ma per dire qualcosa.
Nunzio Marcelli è un pezzo di Italia che non possiamo permetterci di abbandonare.
E se posso fare la mia parte, anche solo con una piccola figure costruita con amore, lo farò sempre.
Una collaborazione che continua
Questa esperienza non si è fermata lì. La collaborazione tra Franky Rebrick e La Porta dei Parchi continua, e nuove idee stanno prendendo forma. Vogliamo raccontare il territorio, le persone, le tradizioni. Vogliamo portare i mattoncini dove meno te lo aspetti: tra le pecore, le montagne, i pastori, i borghi.
E magari far nascere una collezione di brick figures dedicate ai custodi della terra, a chi resta quando tutti se ne vanno, a chi non cerca il successo, ma il senso.
E tu?
Se sei arrivato fin qui, forse anche tu senti che questa storia non è solo mia. È anche tua. Perché la bellezza sta negli occhi di chi guarda, e la mia mattoncina, in fondo, parla anche per te.
Puoi scoprire la brick figure di Nunzio sul mio sito, dove ogni creazione ha un’anima, e magari adottarne una anche tu. Per ricordare che ogni scelta conta. Che anche un piccolo gesto può cambiare il mondo. Un mattoncino alla volta.
Hashtag di riferimento
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