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Brick figure di un surfista ricostruito con 157 mattoncini.







C’è chi l’estate la misura con le date sul calendario, e chi con il profumo dell’aria la sera quando torna a casa con i capelli pieni di sale.
C’è chi l’estate la misura con le date sul calendario, e chi con il profumo dell’aria la sera quando torna a casa con i capelli pieni di sale.
Chi conta i chilometri percorsi, e chi le onde cavalcate.
Ho conosciuto un surfista che diceva che l’onda perfetta non esiste.
Ogni onda ti insegna qualcosa, ogni onda ti richiede un equilibrio diverso, ogni onda ti chiede di cambiare un po’, di scordarti la rigidità, di restare vivo dentro, di non cercare di fermare nulla.
Chi vuole la perfezione, muore.
Chi cerca l’onda giusta, vive.
Ecco, per me l’estate è questa: il tempo di accogliere l’imperfezione, di lasciarmi attraversare dalle giornate calde senza il bisogno di renderle “produttive”. Il tempo di raccogliere i dettagli, di guardare le stelle di notte senza distrarmi. Di prendere un piccolo mattoncino e lasciargli raccontare la mia storia, una storia che cambia ogni giorno, come il vento.
Portare con te una brick figure in vacanza non è un capriccio da collezionista, è un promemoria.
Ti ricorda chi sei quando non ti nascondi dietro le scadenze, quando non hai più scuse, quando l’orizzonte si allarga e ti fa tremare un po’ le gambe per la felicità.

Può essere un brick con un surfista, con la sua tavola rossa e gli occhi pieni di coraggio, pronto a farsi travolgere da onde alte quanto il cielo.
Può essere un brick di Vasco Rossi, che ti ricorda di vivere libero, sempre, anche quando la sabbia ti graffia la pelle.
Può essere un Buddha, che ti ricorda che ogni passo può essere fatto con gratitudine, anche se stai camminando su una spiaggia affollata di agosto.
Non devi scegliere la figure più bella.
Devi scegliere quella che ti assomiglia adesso, in questa estate che non torna più. Quella che ti aiuta a restare sull’onda, a non irrigidirti, a non volere il controllo a tutti i costi.
Quella che, al mattino, accanto al letto di un hotel, ti ricorda che sei vivo.
Perché i mattoncini, come le onde, non sono mai identici tra loro.
Ogni brick figure, ogni pezzetto colorato, è un piccolo invito a respirare, a non dimenticare che le cose piccole possono contenere l’infinito, se glielo permetti.
Quest’estate, quando stai chiudendo la valigia, pensa a quale brick figure potresti portare con te.
Può essere piccola, discreta, ma dentro porta un mondo che parla di te. E quando tornerai a casa, la guarderai e saprai che quella figure avrà assorbito il sole, le risate, le notti lunghe, le chiacchiere in riva al mare, le paure che hai superato, la libertà che hai conquistato anche solo per un attimo.
Scegli il tuo brick che racconta la tua estate,
e poi vai.
Perché c’è sempre tempo per incastrare un mattoncino, ma l’estate no, quella non aspetta nessuno.
